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È la voce della coscienza superiore, dell’intuizione e del sé spirituale, che può essere ascoltata solo quando si riesce a quietare il rumore e le distrazioni del mondo esterno e dei pensieri interni. Per ascoltare questa voce dobbiamo essere in grado di silenziare la mente e stabilire un contatto profondo con la nostra anima superando le illusioni, l’ego, diventando capaci di discernere la verità nascosta dietro le apparenze della “Matrix” in cui viviamo.
È la voce della coscienza superiore, dell’intuizione e del sé spirituale, che può essere ascoltata solo quando si riesce a quietare il rumore e le distrazioni del mondo esterno e dei pensieri interni. Per ascoltare questa voce dobbiamo essere in grado di silenziare la mente e stabilire un contatto profondo con la nostra anima superando le illusioni, l’ego, diventando capaci di discernere la verità nascosta dietro le apparenze della “Matrix” in cui viviamo.
È la voce della coscienza superiore, dell’intuizione e del sé spirituale, che può essere ascoltata solo quando si riesce a quietare il rumore e le distrazioni del mondo esterno e dei pensieri interni. Per ascoltare questa voce dobbiamo essere in grado di silenziare la mente e stabilire un contatto profondo con la nostra anima superando le illusioni, l’ego, diventando capaci di discernere la verità nascosta dietro le apparenze della “Matrix” in cui viviamo.
Domenica 22 settembre 2024 è stata la serata clou e conclusiva del Festival della Consapevolezza. Sul palco del prestigioso Teatro Verdi, in un’unica sessione formata da talk di diciotto minuti ciascuno, speaker illuminanti ci hanno guidato alla scoperta di ciò che si cela dietro il silenzio, rivelando la sua potenza e i suoi misteri. Tra i protagonisti della serata lo scrittore Gianluca Gotto, l’attrice e regista Kasia Smutniak e padre Guidalberto Bormolini, già guida spirituale di Franco Battiato. I monologhi di Arianna Porcelli Safonov e le interviste di Andrea Salvetti hanno arricchito l’esperienza. Preparati a essere ispirato, commosso e a riscoprire il potere della quiete interiore.Un’occasione unica e profonda per esplorare “La Voce del Silenzio” in tutte le sue forme.
Crescita e trasformazione sono le parole chiave che hanno caratterizzato i Talk Evolutivi del Festival della Consapevolezza. La giornalista Michaela K. Bellisario e i suoi ospiti ci hanno guidato attraverso approfondimenti illuminanti e ispiratori. Scopri nuove prospettive e strumenti per la tua evoluzione personale e professionale, affrontando temi che spaziano dal benessere interiore all’innovazione. Cinque gli appuntamenti: con Fabio Mancini, Giovanni Frajese, Marco Bertali, Caterina Locati e Lo Spirito Guida.
Un viaggio attraverso gli eventi di venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 settembre che hanno coniugato arte, consapevolezza e connessione interiore. L’Arte del Silenzio: un percorso tra yoga, meditazione, musica e creatività che raccoglie il workshop curato da Anna Abbate, la meditazione zazen con Andrea “Eko” Maragno, la lezione yoga di Meg Vibes, la sessione sonora con il maestro Luca Donini e lo spazio bimbi di Consapevolandia. La visita guidata alla Cappella degli Scrovegni: un’immersione nella magia e nel significato profondo dei Silenzi di Giotto, capolavoro di bellezza e introspezione, accompagnati dall’Assessore alla Cultura Andrea Colasio.
Il Festival della Consapevolezza 2024 ha inaugurato il suo percorso con un evento straordinario: una meditazione guidata dal maestro di yoga Antonio Nuzzo nel suggestivo Palazzo della Ragione. Nuzzo ha condotto i partecipanti in un viaggio interiore che trascende la mente analitica. “La meditazione,” ha condiviso il maestro, “non è qualcosa che si può forzare o spiegare pienamente. È un evento che irrompe nella vita, trasportandoci in uno stato indefinibile, uno spazio in cui coltivare un’interiorità equanime. In questo stato, accogliamo ogni cosa senza esclusioni, permettendo alla coscienza di espandersi e cogliere l’unità e l’armonia che risiedono nella diversità.” Nuzzo ha guidato i presenti a riscoprire la totalità perduta del corpo, quel sentire innocente che precede le parole e le distinzioni. In questa dimensione, non esistono più braccia, gambe o volti separati, ma solo una presenza che respira, trascendendo la mente analitica.